Orologeria
Dall’Unità agli anni ’60 l’orologeria italiana ha vissuto una lenta evoluzione, rimanendo a lungo legata alla tradizione artigianale prima di affermarsi nel panorama industriale. Nel XIX secolo la produzione di orologi in Italia era infatti dominata da piccoli laboratori artigianali, spesso specializzati nella riparazione e nella creazione di pezzi su misura. Agli inizi del Novecento l’orologeria svizzera e francese deteneva il primato tecnologico, mentre in Italia il settore si sviluppava soprattutto nella manifattura di casse e quadranti. Tuttavia, negli anni ’30 e ’40, con l’ascesa dell’industria militare, l’Italia iniziò a produrre orologi di precisione per l’esercito e la marina. Un esempio celebre è Officine Panerai, che nel 1936 realizzò il Radiomir, un orologio subacqueo per la Regia Marina.
Dopo la Seconda guerra mondiale l’orologeria italiana si affacciò al mercato internazionale, combinando innovazione e design. Negli anni ’50 aziende come Panerai iniziarono a creare modelli iconici, mentre la domanda di orologi da polso cresceva con il miglioramento del tenore di vita. Questo periodo gettò le basi per il successo dell’orologeria italiana nel lusso e nel design. Accanto a ciò va segnalata l’esperienza della Perseo, fornitrice di orologi per le Ferrovie dello Stato italiane.




