Oreficeria
Alla fine dell’Ottocento la produzione orafa era ancora di matrice sostanzialmente artigianale, con centri come Valenza, Firenze e Vicenza che tramandavano tecniche tradizionali. Con la diffusione della rivoluzione industriale le prime manifatture iniziarono a meccanizzare alcuni processi, aumentando la produzione senza perdere la qualità artigianale.
Nei primi decenni del Novecento lo stile Liberty influenzò il design dei gioielli, caratterizzati da linee sinuose e motivi floreali. Durante il periodo fascista e l’autarchia la scarsità di materie prime portò a una maggiore sperimentazione con materiali alternativi, ma il settore restò un simbolo di lusso e prestigio.
Dopo la Seconda guerra mondiale la ripresa economica e la crescita della classe media favorirono la diffusione della gioielleria, mentre l’affermarsi del design italiano trasformò l’oreficeria in un’arte innovativa. Negli anni ’50 aziende come Bulgari e Buccellati contribuirono a consolidare il Made in Italy, con creazioni che univano tradizione e modernità, gettando le basi per il successo globale della gioielleria italiana.



