Industria ferroviaria
L’industria ferroviaria ha avuto un ruolo cruciale nello sviluppo economico e sociale dell’Italia, contribuendo all’unificazione del Paese e alla modernizzazione dei trasporti. Inoltre, non va sottovaluto il ruolo ricoperto nell’attrazione di investimenti esteri, nella mobilitazione del risparmio privato e nel contributo alla nascita di numerose altre imprese ausiliarie o di servizio. Agli albori dell’Italia unita, il sistema ferroviario è frammentato in più reti regionali, ma soprattutto è limitato a pochissime e brevi tratte, che non permettono ancora di utilizzare il concetto di ‘sistema ferroviario’. Il governo avvia un piano di espansione e unificazione, portando alla nascita di grandi compagnie ferroviarie come la Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali e la Rete Adriatica. Nel 1905 le ferrovie vengono nazionalizzate con la creazione delle Ferrovie dello Stato (FS), dando impulso importante alla produzione nazionale di locomotive e carrozze.
Nella prima parte del Novecento il sistema ferroviario cresce con l’elettrificazione delle linee principali e la costruzione di nuove infrastrutture. Breda, Ansaldo e OM diventano leader nella produzione di locomotive a vapore ed elettriche. Durante il Fascismo si sviluppano treni ad alta velocità per l’epoca, come l’ETR 200 (1936). Le incursioni aeree e i combattimenti della Seconda Guerra Mondiale causano pesanti danni, oltre che agli impianti industriali, alla rete e alle infrastrutture ferroviarie. Il sistema di trasporto su rotaia, infatti, diventa un obiettivo bellico assolutamente strategico per le incursioni alleate, per ostacolare gli approvvigionamenti e la logistica dell’esercito tedesco. Nel dopoguerra la ricostruzione della rete ferroviaria avviene molto rapidamente, grazie anche agli aiuti del Piano Marshall (ERP). Si accelera la diffusione dell’elettrificazione e si introducono locomotive diesel ed elettriche dotate di una più moderna tecnologia. Le FS modernizzano il servizio, contribuendo al boom economico con il trasporto merci e passeggeri più efficiente, preparando l’Italia alla grande espansione ferroviaria della seconda metà del XX secolo.




