Calzature
L’industria calzaturiera italiana, nel corso degli anni, è riuscita ad affermarsi sul mercato internazionale grazie soprattutto a qualità e design, divenendo una delle componenti più rilevanti e riconosciute del Made in Italy.
Nel periodo post-unitario la produzione di calzature è ancora prevalentemente artigianale, con botteghe specializzate in città come Firenze, Vigevano e Napoli. Le scarpe sono realizzate su misura e spesso con tecniche tradizionali. Le prime fabbriche nascono a fine Ottocento, introducendo macchinari importati per la lavorazione del cuoio e il montaggio delle suole.
Agli albori del nuovo secolo inizia l’ascesa di nuovi distretti calzaturieri, come quello di Vigevano, che diventa un centro d’innovazione per la produzione industriale. Durante il Fascismo il settore viene regolamentato per sostenere l’autarchia, favorendo l’uso di materiali alternativi al cuoio. Il design inizia a evolversi subendo influssi internazionali.
La crescita dei consumi negli anni del boom economico stimola la produzione di calzature in serie, e aziende come Ferragamo e Tod’s gettano le basi per il successo delle calzature Made in Italy ‘haut de gamme’. Le nuove tecnologie e il design innovativo portano le scarpe italiane a competere sui mercati globali, segnando l’inizio dell’eccellenza italiana nel settore.




