Abbigliamento e Accessori
Il settore dell’abbigliamento in Italia tra la fine dell’Ottocento e il boom economico conobbe un’evoluzione significativa, passando da una produzione artigianale e locale a un’industria moderna e competitiva. Alla fine dell’800, l’abbigliamento era principalmente realizzato su misura da sarti e piccoli laboratori, con una produzione limitata e legata alle esigenze locali. Con l’industrializzazione del primo Novecento, iniziarono a diffondersi le prime manifatture tessili, favorite dall’introduzione di macchinari e dall’adozione di modelli di produzione standardizzati.
Nel periodo tra le due guerre il settore tessile-abbigliamento fu sostenuto dalle politiche autarchiche del regime fascista, che incentivarono l’uso di materie prime nazionali e la produzione interna. Tuttavia, solo con il dopoguerra e il boom economico degli anni ’50 e ’60 si assistette alla vera trasformazione dell’industria dell’abbigliamento. La crescente domanda interna, l’urbanizzazione e l’aumento del reddito favorirono la diffusione della moda prêt-à-porter, con marchi italiani che iniziarono a emergere sulla scena internazionale.
In questo periodo la moda italiana divenne sinonimo di qualità e creatività, gettando le basi per il successo del ‘Made in Italy’ nel settore dell’abbigliamento.







